Rumore in casa: quando il fastidio cambia il modo in cui vivi gli spazi
All’inizio il rumore in casa lo noti appena.
Poi chiudi la finestra.
Alzi un po’ il volume della televisione.
Per una telefonata ti sposti nell’altra stanza.
La sera senti molto di più la strada.
In camera da letto riconosci ormai perfettamente il rumore dell’auto che passa, del cancello che si chiude, delle voci che arrivano dall’esterno.
E a un certo punto dici:
“Ormai ci sono abituato.”
Ma la casa non è diventata più silenziosa.
Semplicemente, hai iniziato ad adattare alcune delle tue abitudini al rumore.
Ed è proprio qui che vale la pena cambiare prospettiva: quando parliamo di comfort abitativo, non parliamo soltanto di temperatura, caldo, freddo o consumi.
Parliamo anche di quanto una casa riesca a proteggerci da ciò che succede fuori.
Compreso il rumore.
Perché il rumore in casa può diventare così fastidioso?
Il fastidio provocato dal rumore non dipende soltanto da quanto un suono è forte.
Contano anche la durata, la frequenza con cui si ripete, il momento della giornata, la sorgente e il contesto in cui viene percepito. Per questo anche rumori non necessariamente molto intensi possono interferire con il comfort quotidiano quando sono frequenti o persistenti.
È un’esperienza che conosciamo bene.
Un clacson improvviso può infastidire per qualche secondo.
Ma il traffico che accompagna ogni sera il soggiorno è un’altra cosa.
Una voce proveniente dall’esterno può essere irrilevante durante il giorno e diventare molto più percepibile quando la casa e il quartiere si fanno silenziosi.
E il rumore che entra nella camera da letto ha un peso diverso dallo stesso rumore sentito mentre stiamo cucinando.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità considera infatti il rumore ambientale un importante fattore di rischio e sottolinea che un’esposizione eccessiva può interferire con attività quotidiane, riposo e benessere. Tra le principali sorgenti ambientali rientrano il traffico stradale, ferroviario e aereo.
Ma prima ancora dei decibel c’è una domanda molto semplice: quel rumore sta cambiando il modo in cui vivi casa tua?
Quando è la casa ad adattarsi al rumore. E quando sei tu.
Ci sono piccoli comportamenti che possono diventare normali senza che ce ne accorgiamo.
Tenere chiusa una finestra affacciata sulla strada anche quando vorremmo aprirla.
Spostarsi per lavorare perché una stanza è troppo esposta ai rumori esterni.
Alzare il volume della televisione.
Preferire una camera rispetto a un’altra perché è più tranquilla.
Aspettare che diminuisca il traffico per godersi davvero il soggiorno.
Non significa necessariamente trovarsi davanti a un grave problema acustico.
Significa però che il rumore è entrato nell’esperienza quotidiana della casa.
Ed è un’informazione che vale la pena ascoltare.
Perché una casa confortevole non dovrebbe essere valutata soltanto chiedendosi:
“Quanti gradi ci sono?”
Possiamo chiederci anche:
“Quanto riesco a sentire quello che succede fuori?”
Il silenzio fa parte del comfort abitativo
Pensiamo spesso al comfort come a qualcosa che si misura con un termometro.
Una casa è calda d’inverno?
È fresca d’estate?
Mantiene bene la temperatura?
Sono domande importanti.
Ma il nostro rapporto con gli ambienti è molto più complesso.
Luce, temperatura, umidità, qualità dell’aria e comfort acustico contribuiscono insieme alla percezione di benessere all’interno degli spazi.
Ecco perché una casa può avere una temperatura perfettamente gradevole e continuare a non sembrarci davvero confortevole.
Magari il problema arriva dalla strada.
Letteralmente.
Quali tipi di rumore senti dentro casa?
Prima di parlare di isolamento acustico, è utile distinguere ciò che stiamo ascoltando.
Non tutti i rumori hanno la stessa origine e, soprattutto, non tutti si trasmettono nello stesso modo.
Traffico, voci e rumori provenienti dall’esterno
Sono esempi di rumori che si propagano prevalentemente attraverso l’aria e possono raggiungere gli ambienti interni attraverso diversi elementi dell’involucro.
Voci o televisione dell’abitazione vicina
In questo caso entrano in gioco le caratteristiche degli elementi che separano le diverse unità immobiliari e le possibili vie di trasmissione.
Passi, sedie spostate e oggetti che cadono al piano superiore
Qui il problema è differente: l’energia viene trasmessa anche attraverso la struttura dell’edificio.
Vibrazioni e rumori prodotti dagli impianti
Tubazioni, macchinari e altri impianti possono generare ulteriori tipologie di disturbo e richiedere valutazioni specifiche.
Questa distinzione è fondamentale per un motivo:
non esiste un unico “isolamento acustico” capace di risolvere indistintamente qualsiasi rumore.
Prima bisogna capire cosa stiamo sentendo.
Se chiudi la finestra e senti ancora la strada, da dove entra il rumore in casa?
È facile pensare che il rumore proveniente dall’esterno entri soltanto dalle finestre.
In realtà il comportamento acustico di una facciata dipende dall’insieme dei suoi elementi e dalle loro caratteristiche.
Serramenti, pareti, cassonetti, prese d’aria, giunti e altre discontinuità possono avere prestazioni differenti.
E il suono, proprio come altri fenomeni fisici che interessano l’edificio, non è molto interessato alle nostre semplificazioni.
Per questo sostituire gli infissi non significa automaticamente risolvere qualsiasi problema di rumore proveniente dall’esterno, così come intervenire su una parete non garantisce da solo la soluzione di qualunque problema acustico.
Occorre capire quali siano le vie di trasmissione predominanti.
Ed è qui che arriviamo alle pareti.
Cosa c’entra l’intercapedine con il rumore?
In molte costruzioni esistenti le pareti esterne sono costituite da più strati separati da una cavità interna, l’intercapedine.
Quando questa cavità è vuota o presenta determinate caratteristiche, può essere valutata la possibilità di riempirla attraverso un intervento di insufflaggio.
L’insufflaggio consiste nell’introdurre materiale isolante nella cavità attraverso punti di accesso realizzati nella parete, cercando di ottenere un riempimento omogeneo e continuo.
È una tecnica utilizzata principalmente per migliorare le prestazioni termiche dell’involucro, ma la presenza di materiali fibrosi all’interno della stratigrafia può contribuire anche al comportamento acustico della parete.
Ed è qui che bisogna essere precisi.
L’insufflaggio elimina il rumore in casa?
No. L’insufflaggio non può essere considerato una soluzione universale contro il rumore. Il risultato acustico dipende dal tipo di rumore, dalla composizione della parete, dalle caratteristiche dell’intercapedine, dal materiale utilizzato e dalle altre vie attraverso cui il suono può entrare o propagarsi nell’edificio.
Questo significa che promettere genericamente una “casa silenziosa” dopo un intervento sarebbe una semplificazione.
In determinate configurazioni, però, intervenire sull’intercapedine può contribuire al miglioramento delle prestazioni termoacustiche della parete.
Ed è proprio per questo che prima dell’intervento viene la valutazione.
Cellulosa e comfort acustico: perché il materiale conta
Negli interventi di insufflaggio Isolflake utilizza, a seconda delle caratteristiche del progetto, anche cellulosa Climacell.
La natura fibrosa del materiale e il suo impiego nel riempimento della cavità sono caratteristiche interessanti quando si considera non soltanto il comportamento termico, ma anche quello acustico della stratigrafia.
Ma il materiale da solo non racconta tutta la storia.
Conta come è fatta la parete.
Pesa la continuità della cavità.
Incide la corretta posa.
Conta ciò che si trova attorno a quella parete.
E soprattutto conta quale rumore vogliamo ridurre.
Per questo un intervento non dovrebbe partire dalla frase:
“Voglio mettere la cellulosa.”
Dovrebbe partire dalla domanda:
“Qual è il problema che voglio migliorare?”
Prima di isolare dal rumore, bisogna ascoltare la casa
Può sembrare un gioco di parole.
In realtà è una parte fondamentale del processo.
Da dove arriva il rumore?
Quando lo senti maggiormente?
È continuo oppure intermittente?
Proviene dall’esterno, da un’abitazione confinante, dal piano superiore o dagli impianti?
Quali pareti e quali ambienti sembrano maggiormente coinvolti?
E com’è costruito l’edificio?
Un sopralluogo e, quando necessario, approfondimenti specifici permettono di comprendere meglio la situazione prima di stabilire se l’insufflaggio dell’intercapedine possa essere pertinente rispetto all’obiettivo.
Perché anche nel comfort acustico vale lo stesso principio che applichiamo all’isolamento termico:
prima viene la casa. Poi l’intervento.
Isolamento termoacustico in Lombardia: quando valutare l’insufflaggio
Isolflake opera a Brescia e provincia e più in generale in Lombardia con interventi di isolamento tramite insufflaggio delle intercapedini, utilizzando materiali e tecniche scelti in funzione delle caratteristiche dell’edificio.
Se vivi in una zona trafficata, vicino a una strada oppure semplicemente in una casa nella quale i rumori provenienti dall’esterno sono diventati parte della quotidianità, vale la pena evitare diagnosi fai-da-te.
Non sempre il problema è la parete.
Non sempre è la finestra.
E non sempre l’insufflaggio è la soluzione.
Ma quando le caratteristiche dell’edificio e della parete lo consentono, l’intervento sull’intercapedine può essere valutato anche all’interno di un obiettivo di miglioramento del comfort termoacustico.
Il punto di partenza rimane capire la casa.
E soprattutto capire il rumore che stai cercando di lasciare fuori.
FAQ | Rumore in casa e isolamento acustico delle pareti
L'insufflaggio può ridurre il rumore proveniente dalla strada?
Può contribuire al comportamento acustico di una parete in determinate configurazioni, ma non è possibile stabilirlo senza conoscere la stratigrafia dell’involucro e le principali vie di trasmissione del rumore. Serramenti e altri elementi della facciata possono incidere sul risultato complessivo.
La cellulosa può essere utilizzata per l'isolamento acustico?
I materiali fibrosi utilizzati nelle intercapedini possono contribuire al comportamento acustico della stratigrafia. La prestazione finale, però, dipende dall’intera parete e dalla posa, non dal solo materiale isolante.
Se sento i passi del vicino al piano superiore, l'insufflaggio delle pareti può risolvere il problema?
I rumori da calpestio coinvolgono la trasmissione attraverso le strutture dell’edificio e sono differenti dai rumori aerei provenienti dall’esterno. Per questo richiedono una valutazione specifica e non è corretto considerarli automaticamente risolvibili attraverso l’insufflaggio di una parete.
Come capire da dove entra il rumore in casa?
È utile osservare quando e dove il rumore viene percepito maggiormente, la sua provenienza apparente e le caratteristiche dell’edificio. Nei casi in cui sia necessario definire con precisione le prestazioni acustiche o individuare trasmissioni complesse, può essere opportuno ricorrere a una valutazione acustica specialistica.